Le 3 condizioni che portano alla formazione della muffa in casa

Ti stai chiedendo come evitare la formazione di muffe in casa? Il primo passo è comprendere da cosa dipende la muffa.

A stare fermi si fa la muffa, dicono. Le muffe, invece, ferme non lo sono mai.

Ogni anno la stessa storia. Credi di avere messo l’incubo alle spalle con una vigorosa passata di candeggina e spazzolone. E invece queste antipatiche coinquiline di molte abitazioni attendono solo che si ricreino le condizioni ideali che permettono alla spora di svilupparsi e di creare altri organismi capace di riprodursi.

Il processo è simile a quello di molti vegetali, dove il ciclo vitale si completa quando il seme trova le condizioni per diventare la pianta che poi a sua volta produrrà altri semi.

Quali sono allora le condizioni che favoriscono il proliferare della muffa in casa?

Essenzialmente sono solo tre e le ripassiamo in questo articolo.

 

1. Presenza di un supporto

È necessaria una superficie di supporto, perché le muffe non si sviluppano nell’aria ma hanno bisogno di “attaccarsi” su qualcosa che eventualmente poi possa anche diventare nutrimento per effetto dell’aggressione acida.

Le muffe preferiscono attecchire su materiali dei quali poi si potranno cibare, come ad esempio la cellulosa, il legno, i capi in pelle, i tessuti in generale e alcune pitture acriliche frequentemente utilizzate nell’edilizia.

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2. Umidità sufficientemente alta

L’umidità dell’aria o della superficie sulla quale le muffe si sviluppano ha un’importanza fondamentale nel processo di formazione dei microrganismi fungini.

Senza l’acqua non è possibile alcun tipo di forma vivente. Se l’umidità dell’aria o quella delle superfici non sono abbastanza alte, le muffe non si possono sviluppare. E’ importante sapere quali sono i valori di soglia, cioè i valori dell’umidità al di sotto della quale la muffa non si forma e i valori oltre i quali la proliferazione diventa possibile.

In funzione della loro attitudine a svilupparsi in funzione dell’umidità,  le muffe si suddividono in tre gruppi.

  • muffe idrofile, o colonizzatori terziari: hanno bisogno di acqua liquida o di umidità relativa molto alta, superiore al 90%
  • colonizzatori secondari: si sviluppano in condizioni intermedie cioè con umidità relativa fra l’80 ed il 90%
  • colonizzatori primari o muffe xerofile: si sviluppano con valori di umidità relativa dell’80% e superiori

Le tre tipologie di muffe appena hanno modi e tempi differenti di formazione e di proliferazione.

Ad esempio, bastano solo 48 h di presenza continuativa di acqua liquida su una qualsiasi superficie – causata magari da infiltrazioni o condensa – per osservare lo sviluppo delle muffe idrofile.  Le muffe xerofile invece possono svilupparsi anche in assenza di acqua liquida, se in prossimità di una superfici si cono valori di umidità relativa (UR) dell’80%, per tempi abbastanza lunghi, nell’ordine di qualche settimana.

In molte case i valori di umidità relativa cambiano in continuazione, quindi si ha la possibilità di avere la formazione di tutti e tre i gruppi di muffe, che volta per volta si attivano oppure che rimangono vivi ma non vitali in funzione dell’umidità dell’ambiente, pronti a riprendere forza e vigore appena l’umidità ridiventa sufficiente.

Bene, forse a questo punto ti starai chiedendo: “se manteniamo in casa il valore dell’umidità relativa al di sotto dell’80%, le muffe non hanno la possibilità di formarsi?”
Purtroppo non è esattamente così.

In una stanza che presenta punti più freddi rispetto all’aria interna – ad esempio su angoli con ponti termici – la temperatura più bassa favorisce l’aumento del valore di umidità relativa e può portare al cosiddetto punto di rugiada,  temperatura alla quale si forma condensa d’acqua.

 

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Ah, non dimenticare che le muffe domestiche prediligono ambienti bui o comunque con poca luce e con ventilazione ridotta. Ecco perché pareti su cui poggiano mobili così come l’interno degli armadi rappresentano per le muffe una condizione straordinariamente favorevole per proliferare.

 

3. pH in superficie abbastanza basso

Oltre che col buio, le muffe vanno a braccetto con ambienti tendenzialmente acidi.

Le muffe possono svilupparsi sulle superfici che hanno un pH variabile fra circa 3-4, fino a circa 11 ma preferiscono valori leggermente acidi compresi fra 5 e 7.

L’acqua che si forma dalla condensa ha un pH di circa 5,6 che è perfetto per favorire la proliferazione delle muffe sulle superfici.

Anche qui però, attenzione.

Questo non significa automaticamente che, se le superfici sono basiche come in caso di pareti tinteggiate a calce naturale, le muffe non si potranno mai formare. Basta che nel tempo sulle stesse superfici si vada a formare un leggero strato di polvere, di sporco o un deposito di particolato che le muffe avranno la possibilità di usare quello strato come supporto, eventualmente aggredendolo e cibandosene, senza entrare in contatto con le sostanze basiche del supporto.

 

 

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