Nei sistemi VMC Helty l’aria esterna di rinnovo immessa negli ambienti indoor viene prima filtrata da uno speciale filtro ad alta prestazione che impedisce l’ingresso a polveri sottili sino alle PM2.5, polveri, smog e pollini.
VMC puntuale e qualità dell’aria indoor: intervista all’Ing. Barone, Responsabile R&D Helty
Dalla qualità dell’aria indoor alla VMC puntuale “fatta bene”, l’Ing. Dario Barone approfondisce l’evoluzione della ventilazione meccanica controllata, le novità della gamma Helty e il ruolo centrale della VMC nel comfort abitativo

Ing. Barone, lei è Responsabile Ricerca e Sviluppo Helty: quali sono i trend sulla ventilazione discussi anche nei tavoli tecnici di settore?
I tecnici del settore, soprattutto ai tavoli normativi, non hanno dubbi – ormai da anni – sulla necessità della Ventilazione Meccanica Controllata negli edifici. Infatti, pensate a quanto sono diventate (giustamente) “ermetiche” ed efficienti le nostre case: abbiamo cambiato i serramenti, abbiamo migliorato l’isolamento con il cappotto, abbiamo sostituito la vecchia caldaia con la pompa di calore. E per ricambiare l’aria cosa facciamo? C’è chi ancora apre le finestre come si è sempre fatto! Così entra aria fredda in inverno e calda in estate, e rendiamo inutili di fatto i vantaggi dell’efficientamento energetico. Per non parlare del particolato esterno che ci tocca respirare e dei rumori esterni particolarmente fastidiosi, soprattutto se abitiamo in città o vicino ad una strada trafficata.
Parlando di aggiornamenti tecnici, a mio avviso i più interessanti riguardano soprattutto il recepimento della VMC puntuale come tecnologia equivalente (se ben fatta! Potremmo fare un’intervista a parte su cosa significa) ai tradizionali sistemi canalizzati.
Facciamola subito: cosa significa VMC puntuale “Fatta bene”?
Riassumo in 4 punti essenziali:
- Energia: valido recupero di calore a fronte di un basso assorbimento elettrico (in pratica quanto spendo per ricambiare l’aria)
- Salute: elevata filtrazione del particolato esterno
- Rumore: non deve far entrare i rumori dall’esterno e non deve produrre rumore inaccettabile per l’ambiente in cui è installata
- Diffusione dell’aria: il rinnovo dell’aria deve diffondersi in tutto l’ambiente occupato dalle persone, non serve a niente avere un’ottima qualità dell’aria solo vicino alla macchina; e non deve arrivarmi aria fredda sul collo (soprattutto se ho una certa età!).
Ci racconta come è stata condotta e cosa è emerso dall’indagine sull’efficacia di un sistema VMC decentralizzato Helty valutata nello studio di misurazione realizzato in collaborazione con UniPD e l’Arch. Raisa, E.G.E. – Libera Professionista Esperta in gestione dell’Energia, certificata SECEM?
Era da tempo che volevamo fare questo studio anche con Valentina Raisa (Esperta in gestione dell’Energia) e finalmente abbiamo svolto più di un anno di lavoro con l’Università di Padova, tra sensori di CO2 posizionati in diversi punti dell’ufficio ed un tesista che, oltre ad occuparsi dei modelli di simulazione CFD, ci impediva (letteralmente) di uscire o entrare nell’ufficio in certi momenti (i cosiddetti stati stazionari).
Abbiamo così dimostrato che avere un “buon lavaggio dell’aria” o, per i più tecnici ottenere un’efficienza di ventilazione sostanzialmente pari a 1, cioè una perfetta miscelazione dell’aria, è possibile anche con una VMC decentralizzata (“con la VMC decentralizzata che è stata analizzata sperimentalmente all’interno dell’ufficio durante il progetto” mi correggerebbe giustamente il prof.!).

È stata una grande soddisfazione assistere alla presentazione di questo articolo dal titolo “Evaluation of the ventilation effectiveness in decentralized mechanical ventilation systems through on-field measurements” al congresso internazionale 15th REHVA HVAC World Congress – CLIMA 2025, organizzato in questa edizione da AiCARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione). L’articolo è stato pubblicato ed è disponibile nei relativi “Proceedings”.
Parliamo dei costi della qualità dell'aria rispetto all’efficienza VMC doppio flusso
Facile! A parità di qualità dell’aria con la VMC doppio flusso con recupero di calore risparmi energia (e quindi denaro!). Provo a spiegarmi meglio altrimenti i miei colleghi di ufficio R&D mi dicono che sono “commerciale” (e detto da loro non è un complimento): secondo il Regolamento Europeo bisogna calcolare e riportare nella scheda tecnica della VMC il parametro SEC (Specific Energy Consumption) che indica quanta energia in più consumiamo utilizzando la VMC rispetto all’apertura tradizionale delle finestre a parità di ricambio dell’aria: nelle nostre VMC questo parametro ha sempre il segno meno, quindi consumiamo meno energia.
Cosa cambia con l’Allegato Nazionale della UNI EN 16798-1 ?
Qui posso rispondere molto brevemente: leggete l’articolo di Valentina Raisa!
Per non evadere completamente la domanda, trovo importante ricordare che per scegliere la portata di progetto nel caso residenziale (il più semplice) è sufficiente sapere:
- quante persone abitano nell’alloggio
- livello di aspettativa di qualità dell’aria
Per esempio in una casa con 3 persone per un livello di aspettativa moderato (classe III), la portata di progetto è 4 l/s x 3 = 12 l/s, che corrisponde a circa 43 m3/h.
Quest’anno Helty ha lanciato una gamma di nuovi prodotti: quali caratteristiche presentano? Ci spiega la differenza tra recuperatore di calore entalpico e sensibile?
Una nuova caratteristica che abbiamo implementato consiste proprio nella possibilità di scegliere per i nostri modelli di VMC più compatti (da 42 m3/h) un recuperatore di calore di tipo entalpico o di tipo sensibile.
Con il primo evitiamo la formazione di condensa interna alla macchina e quindi non serve un collegamento per lo scarico dell’acqua. Questo è necessario se si sceglie lo scambiatore sensibile, che ha il vantaggio di non recuperare l’umidità contenuta nell’aria estratta, fornendo un ulteriore contributo nella riduzione dell’umidità interna.
Abbiamo introdotto alcune funzionalità come le serrande di chiusura per evitare gli spifferi indesiderati a macchina spenta ed un riscaldatore per estendere il funzionamento delle macchine anche ai climi più rigidi.
Abbiamo anche semplificato la scelta dei modelli e dato la possibilità di scegliere la versione giusta per ciascuno. Infatti i modelli di VMC a parete FlowPLUS e FlowULTRA hanno di serie il sensore di umidità interno e il pannello comandi cloud per la gestione mediante App Helty Home. Chi vuole, può abbinare direttamente da App i sensori esterni CO2 o IAQ e creare degli scenari personalizzati per modificare la velocità della macchina in funzione dei valori rilevati da questi sensori.

Inoltre abbiamo introdotto nei modelli FlowPLUS e Flow40 un interruttore che stacca l’alimentazione elettrica della macchina quando viene rimossa la cover, per evitare che gli utenti ed installatori più distratti (sappiamo che nessuno legge il manuale di istruzioni!) mettano le mani sulle macchine alimentate (anche se abbiamo bassissima tensione di alimentazione, per favore evitate!).
Adesso anche la funzione freecooling è automatica, così d’estate quando l’aria esterna è fresca possiamo contribuire al “raffrescamento gratuito” del nostro locale senza doverci ricordare di premere il tasto “con le ondine”.
Abbiamo introdotto delle versioni “essenziali” per chi vuole una macchina per il ricambio dell’aria semplice, ma “fatta bene” come dicevamo prima.
Mi riferisco alla Flow30 (versione a scomparsa) ed alla FlowEASY (versione a parete) che sono dotate di 2 velocità e della modalità notturna, senza altre funzioni come il freecooling, senza App e senza sensori. Anche per questi modelli si può scegliere di avere il recuperatore di calore sensibile o l’entalpico.
Abbiamo anche ampliato la scelta delle cover dei modelli a scomparsa aggiungendo la cover cieca per chi gestisce la VMC solo da remoto o la cover magnetica a filo muro interno per rispondere alle richieste di architetti ed interior designer (ammetto che di solito queste richieste ci costringono a fare delle sessioni di brainstorming intense!).

A proposito di cover, grazie all’originale design della cover della FlowPLUS, oltre alle nuove caratteristiche introdotte, abbiamo ottenuto il riconoscimento del Red Dot Award: Product Design 2026 nella categoria Heating and Air Conditioning Technology.
Personalmente ritengo molto importante anche l’ulteriore miglioramento nell’impatto ambientale, coerentemente con i valori aziendali. Infatti abbiamo riprogettato le VMC per facilitare eventuali riparazioni o sostituzioni componenti (abbiamo eliminato l’utilizzo di sigillanti, ovviamente garantendo le stesse prestazioni elevate) e siamo riusciti anche ad eliminare la plastica dalla confezione dei prodotti.
Come vengono verificate le prestazioni delle VMC Helty?
Il percorso di sviluppo e di rilascio dei nuovi modelli prevede una serie di test svolti attentamente e ripetutamente in accordo alle norme di prodotto che realizziamo sia internamente che in laboratori esterni accreditati. Si tratta di test seri e fondamentali e ritengo un indubbio vantaggio la possibilità di fare delle verifiche interne nel nostro laboratorio prima di inviare le macchine ai laboratori esterni in Europa.
Vi svelo una curiosità personale.
Infatti, se pensate che i test più severi sulle nostre macchine avvengano nei laboratori R&D Helty tra camere termiche, semianecoiche e sensori da migliaia di euro, vi state sbagliando. Il vero banco di prova, quello che non ammette repliche, è il “test di mia moglie”!
Ogni volta che installo un prototipo a casa, so di consegnarlo al critico più esigente del mondo: l’utente finale che non accetta compromessi su estetica, silenziosità e semplicità d’uso. La sua è una consulenza preziosa (e spietata!): se l’interfaccia non è immediata o si avverte il minimo ronzio, non ci sono dati tecnici che tengano. Devo ammettere che è proprio una grande soddisfazione quando la vedo entusiasta del prodotto finale che ho installato in camera da letto e mi dice che non si sente rumore. E quando la tengo spenta per fare qualche prova (ammetto che monitoro quanta CO2 produce mia moglie) mi dice “Non si respira”.
Perché un costruttore o un progettista dovrebbe scegliere un sistema VMC puntuale (non canalizzato)?
Per non avere canali di distribuzione dell’aria, che devono essere progettati, installati come previsto dal progetto che non sempre coincide con quello che farà l’installatore (vi è mai capitato di sentire un installatore dire: “Li faccio passare di qui così faccio prima” oppure “Ma come faccio a far passare i tubi da quella parte? Non c’è spazio!”) e manutenuti, cioè puliti. Avete mai visto quanto sono sporche le griglie di aspirazione che trovate in alcuni locali o hotel? Pensate che qualcuno abbia pulito recentemente i canali dove passa l’aria che respiriamo? Se sembra che vada in giro a sbirciare impianti di ventilazione, ammetto che è proprio così e lo faccio anche in tutti i viaggi che mi piace compiere in giro per il mondo (i miei amici mi hanno ribattezzato “l’Umarell della IAQ”, anche se ancora la pensione è lontana!).
La VMC decentralizzata doppio flusso con recupero di calore non è solo l’alternativa semplice ed economica rispetto al tradizionale sistema canalizzato (non posso sopportare la frase: “Piuttosto che non mettere la VMC ci accontentiamo di una puntuale”), ma può essere, se si sceglie il prodotto giusto per la giusta applicazione e si rispettano i requisiti di installazione, una soluzione tecnica valida.
Crede ci sia un segnale chiaro che dimostri che la salubrità indoor non è solo un tema di comfort ma una priorità tecnica?
Personalmente credo che la salubrità sia sempre la vera priorità. Per salubrità intendo sia quella di noi persone che viviamo all’interno degli spazi confinati, sia quella degli edifici stessi: si pensi ad esempio a quanto è dannosa per le persone e per l’edificio stesso l’elevata umidità che porta alla formazione di muffa.

Ormai la maggior parte delle nuove costruzioni prevede la VMC quasi di default. Quali sono le resistenze verso il rinnovo automatizzato dell’aria interna? Timore di aumenti in bolletta?
L’ostacolo principale a mio avviso è l’ignoranza: troppo spesso mi è capitato di parlare con utenti finali che non sapevano di avere un impianto VMC o non sapevano che dovevano tenerlo acceso o che non lo accendevano perché “consuma”. (Invece se tieni aperte le finestre a 7°C o a 30°C di temperatura esterna pensi di “consumare” meno???).
Lei lavora in Helty da quasi 8 anni. Qual è stata la sfida più difficile che ha affrontato? E quale invece le ha dato più soddisfazione?
Forse una delle più difficili che ho seguito personalmente ha riguardato la richiesta di un progetto speciale per un hotel di lusso in cui abbiamo dovuto gestire in tempi brevi richieste estetiche particolari e mutevoli degli architetti e committenti, oltre a richieste funzionali nuove e sfidanti. Per non parlare della gestione dell’installazione e degli imprevisti di cantiere! A progetto concluso positivamente, posso dire che non si è trattato di una sfida più difficile della mia prima gara di tiro rapido sportivo che ho affrontato, però hanno in comune rapidità di reazione e precisione di esecuzione!
Ogni volta che il nostro ufficio R&D, dopo mesi di progettazione di una macchina e simulazioni fluidodinamiche e vibrazionali, costruisce il prototipo ed i test confermano i risultati attesi è sempre una grande soddisfazione perché per me significa che il lavoro di R&D funziona! E questo è ancora più soddisfacente di uno smash x4 riuscito quando gioco a padel con i colleghi.
Chiudiamo in leggerezza. Ci racconta un episodio divertente o una domanda bizzarra che le sia capitata nella sua vita professionale?
Una volta mi è capitato di parlare con un cliente che ci segnalava che il sensore di VOC nelle macchine non funzionava o che le macchine non ricambiassero l’aria perché l’App mostrava valori di VOC molto elevati. Dopo diverse settimane di prove, telefonate, email con il service, macchina sostituita e analisi del sensore, il cliente mi chiede: “È possibile che i valori di VOC sono così alti perché mi metto a fumare sempre vicino alla VMC così mia moglie non si accorge che ho fumato nella stanza?”
Prima di rispondere con parole poco eleganti, ho fatto un respiro profondo, come ci insegna la maestra di Yoga quando viene in azienda per il corso in pausa pranzo, ed ho risposto con tono professionale: “È decisamente questo il motivo, Le ricordo che può disattivare il sensore se preferisce, come riportato nel manuale utente”.
Per approfondire
Inquinamento indoor: dagli effetti sulla salute ai rimedi
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Le domande più frequenti
Scambiare aria tra dentro e fuori, rinnovandola e purificandola in continuo mediante appositi filtri, allontana i problemi di aria viziata, evita l’insorgenza di muffe e minimizza i rischi di esposizione a pericolosi inquinanti indoor.
L’aerazione naturale mediante apertura manuale delle finestre è poco pratica, difficilmente gestibile e dispendiosa dal punto di vista energetico. Un sistema di aerazione meccanica consente di gestire in modo totalmente automatico l’estrazione dell’aria viziata e l’immissione dell’aria di rinnovo favorendo un lavaggio continuo dell’aria indoor e maggiore efficienza energetica.
Qualità e prestazioni certificate
Le prestazioni dei sistemi di ventilazione Helty sono riconosciute dal Sigillo Qualità Casa Clima ed hanno ottenuto la validazione BioSafe
Respira salute
Il primo podcast che racconta l’importanza di respirare un’aria salubre in ogni ambiente: casa, scuola, ufficio. Un viaggio di scoperta e consapevolezza sui temi della qualità dell’aria indoor e sui pericoli dell’inquinamento negli ambienti confinati, dove condivideremo opinioni e consigli di esperti per migliorare la qualità dell’aria in modo significativo e capiremo perché la VMC – ventilazione meccanica controllata – è una tecnologia essenziale contro muffe e inquinamento indoor, per salvaguardare la salute nostra e degli edifici in cui viviamo.
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