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Qualità aria e inquinamento

In occasione della Giornata mondiale dell'ambiente ecco i numeri che fotografano l'emergenza aria inquinata

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Che aria respiriamo dentro e fuori le nostre case, negli uffici e nei luoghi pubblici?  Qual è il prezzo che oggi paghiamo in termini di salute e benessere per via dell’inquinamento atmosferico che pervade le nostre città?

Sono domande urgenti e che trovano ancora maggiore attualità in questi giorni in cui ricorre la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il World Environment Day , celebrato il 5 giugno in tutto il modo, quest’anno ci invita a riflettere su che cosa davvero respiriamo con una campagna espressamente dedicata alla lotta all’aria inquinata (se vuoi contribuire l’hashtag è #beatairpollution).

Per la circostanza a Torino si è tenuto il Clean Air Dialogue, cioè si sono riuniti gli “stati generali dell’aria pulita”. Una conferenza che non ha precedenti storici, dettata proprio dall’urgenza di trovare e promuovere azioni condivise e strutturate per affrontare l’enorme emergenza dell’inquinamento collegato alle polveri sottili PM2,5 e PM10. 
 

La cattiva qualità dell’aria riguarda 9 persone su 10

Oggi più di 9 persone su 10 vivono in luoghi con livelli di qualità dell’aria peggiori rispetto ai limitifissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Una situazione che porta conseguenze drammatiche in termini di “costo” di vite umane, visto che 7 milioni di persone perdono la vita per problematiche riconducibili a questa condizione.

Uno studio dell’OCSE stima per la sola Italia circa 88 miliardi di euro l’anno il costo sanitario dell’inquinamento, sia outdoor che indoor.

Il più grande problema di qualità dell’aria in Italia ce l’ha soprattutto l’area padana: secondo dati riportati proprio in occasione del Clean Air Dialogue  ogni anno le polveri sottili PM2,5  provocano 900 morti a Torino e 3500 in Piemonte.
 

L’inquinamento è una seria minaccia alla nostra stessa sopravvivenza.

Quali implicazioni hanno smog e inquinamento sul nostro benessere? Numerosi studi internazionali hanno analizzato e confermato l’impatto determinante che le alterazioni chimico fisiche e biologiche dell’aria hanno sulla salute. L’aria malsana dovuta all’inquinamento è responsabile della riduzione della qualità della vita con effetti diretti sull’alterazione dei normali processi fisiologici, sull’invecchiamento precoce dell’organismo, addirittura interferisce negativamente con funzioni cognitive e cerebrali.

Insomma, l’aria malsana non si ripercuote solo nei polmoni, ma danneggia l’essere umano dalla testa ai piedi.

Ma c’è un altro aspetto che forse dovrebbe ancora più allarmare: mentre i rischi derivanti dall’inquinamento atmosferico sono oggi sotto gli occhi di una grande fetta di popolazione, poche o pochissime persone sono consapevoli dei pericoli ancora maggiori che si celano negli edifici collocati in ambienti molto inquinanti.
 

Dall’inquinamento atmosferico all’indoor: la casa inquinata

In questo caso, all’inquinamento dovuto all’ambiente circostante – quello cioè causato dai trasporti, dalle attività produttive e industriali, dalle attività agricole e zootecniche, dall’incenerimento dei rifiuti, dalla combustione di biomasse per riscaldamento… – si sommano gli inquinanti emessi dall’edificio o generati direttamente e indirettamente dalle persone che lo abitano.

Accumuli di CO2, fumo di sigarette, fumi di candele e profumatori, gas derivanti da stufe e caminetti e dalla cottura dei cibi, sostanze volatili dovute a prodotti chimici per la pulizia e vernici, formaldeide, particella di plastica e polimeri aero-dispersi, polveri, acari, pollini ed altri allergeni… la lista potrebbe continuare, questi sono solo alcuni dei più noti “nemici invisibili” diffusi negli ambienti confinati (il che vuol dire nelle nostre camere, cucine, salotti, bagni, mansarde, taverne…).

Questo determina quello che potrebbe apparire come un paradosso: proprio nel luogo in cui ci sentiamo al riparo dall’aria inquinata esterna, risultiamo in realtà ancora più fragili ed esposti.

Non dimentichiamo che i ritmi e i modelli di vita moderni registrano una fetta di tempo sempre maggiore trascorsa in luoghi chiusi e appartati. Le statistiche che fotografano la generazione indoor indicano che trascorriamo il 90% delle giornate in ambienti chiusi (che equivale a dire circa 22 ore su 24 ore al giorno). Nei prossimi anni chissà…

Approfittiamo della Giornata Mondiale dell’Ambiente per sensibilizzarci sui comportamenti virtuosi e le scelte di produzione e consumo che tutelano il pianeta terra, la “grande casa verde” in cui viviamo. E al contempo prestiamo attenzione a come rendere anche le nostre piccole case un luogo più sicuro e meno ostile di quello che purtroppo fotografano i dati oggi.

 

 
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