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Gas radon in casa: quello che devi sapere per proteggere la tua famiglia

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Sempre più spesso si sente parlare del rischio radon e dei pericoli associati all’esposizione prolungata ad elevati livelli di radon in casa o in ufficio.

Ma perché il radon viene additato tra i più temibili killer della qualità dell’aria in ambiente domestico?

Mettiamo da parte i facili allarmismi. Proviamo con questo post a rispondere alle domande che probabilmente ti stai facendo, per  aiutarti a comprendere meglio che cosa è il radon, come valutare il rischio, quali rimedi possono salvaguardare la salute dei tuoi famigliari.

 

Cos’è il radon?

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore ed insapore, generato da alcune rocce della crosta terreste come tufi, lave e graniti.

Devi sapere che è 8 volte più pesante dell’aria. Questa inerzia chimica favorisce la rapida diffusione e l’accumulo negli ambienti confinati (abitazioni, uffici, palestre, scuole, asili..).

In realtà, il radon in sé stesso non è propriamente nocivo.

La sua pericolosità si deve agli elementi “figli”. Cioè ad elementi in forma solida che derivano dal suo decadimento ed emettono particelle alfa.

In ambienti chiusi e poco o male areati, queste particelle possono accumularsi ed entrare a contatto con il corpo per inalazione di particelle di polveri, vapore e fumo, oppure per ingestione di alimenti contaminati.

 

Perché il radon è pericoloso per la salute?

La tossicità è direttamente collegata a

  • quantità di prodotti di decadimento del radon
  • esposizione prolungata in ambienti dove il ricambio d’aria è assente o non è gestito correttamente.

Legandosi al particolato presente negli ambienti indoor, il radon si deposita a livello dei bronchi, bronchioli e alveoli polmonari.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il radon nel Gruppo 1 insieme ad amianto e fumo di sigarette.

Secondo le statistiche più recenti, il radon è la seconda causa di tumori polmonari dopo il fumo. Il rischio è 25 volte più alto per i fumatori rispetto ai non fumatori.

L’esposizione al gas radon in Italia è stata provata essere causa del 10% di tutti i carcinomi polmonari: una cifra consistente che dimostra la necessità di proteggere i propri ambienti domestici, di lavoro o di svago dalle conseguenze originate dalla inalazione.

La minaccia riguarda tanto gli adulti quanto i più piccoli. Purtroppo l’esposizione al radon protratta per lungo tempo aumenta il rischio di contrarre malattie in età adulta.

 

Il rischio radon è presente ovunque?

No, le concentrazioni di radon negli edifici possono essere anche molto diverse in base a

  • area geografica: Lombardia e Lazio, ad esempio, sono tra le regioni italiane con valori più alti. Esiste peraltro una mappatura dell’inquinamento da radon delle varie zone italiane
  • al tipo di suolo su cui poggiano i locali: tende a diffondersi più facilmente in zone con forte presenza di rocce laviche o in presenza di terreni permeabili
  • alle tecniche costruttive dell’edificio: il radon può essere emesso anche da materiali di costruzione molto diffusi in edilizia, in primis il tufo vulcanico
  • ai parametri microclimatici, dove gioca un ruolo determinante la circolazione dell’aria.

Se nei luoghi aperti questo gas viene “diluito” nelle correnti d’aria, risultando poco pericoloso per la salute, nei luoghi confinati tende invece a concentrarsi.

Il radon penetra attraverso le fessure nei pavimenti di seminterrati e cantine, attraverso le giunzioni e gli impianti e rimane intrappolato dalla presenza di pareti ed infissi ad elevata tenuta isolante.

 

Esiste una normativa sul gas radon?

In Italia una normativa specifica sul radon esiste solo per gli ambienti di lavoro.

Per proteggere la popolazione dall’esposizione al radon in casa non esiste attualmente una normativa specifica, ma si applica una Raccomandazione dell’Unione Europea. In questo documento viene indicato un livello di riferimento di concentrazione di radon non superiore a 300 Bq/m3. Oltre questo valore si raccomanda intraprendere azioni di risanamento.

Ti stai chiedendo cosa significa Bq/m3?

Bq sta per Becquerel (nome del fisico francese che scoprì la radioattività) ed è l’unità di misura della concentrazione del radon in aria. Per fartela semplice, indica il numero di decadimenti radioattivi di atomi di radon che avvengono in un secondo in un metro cubo d’aria.

Devi sapere che nell’aria esterna la concentrazione di radon si aggira mediamente tra i 10  e i 20 Bq/m. Mentre in luoghi chiusi o in locali sotterranei può raggiungere anche valori pari a centinaia o migliaia di Bq/m3.

 

Come verificare la presenza di radon in casa?

Proprio perché le fluttuazioni di radon in ambiente chiuso sono variabili e non prevedibili a priori, è buona prassi effettuare un controllo per accertare i livelli del gas, meglio ancora se fatto in modo periodico.

Per determinare se il gas sia presente in valori normali oppure critici, la via migliore è affidarsi a servizi diagnostici professionali che propongono misurazioni molto accurate e sul lungo termine (generalmente su un arco temporale annuale). Puoi richiedere all’ARPA regionale l’elenco degli operatori aventi attrezzature idonee.

Altrimenti per una prima valutazione sul breve termine (seppure approssimativa) potresti optare per un kit di misurazione “fai da te”. Alcuni rivelatori di gas radon sono acquistabili anche su Amazon.

 

Cosa fare per avere una casa sana e a prova di radon?

Hai accertato una presenza eccessiva di radon nel tuo appartamento e sei preoccupato per possibili danni respiratori alle persone che vivono in casa?

Non andare nel panico: fortunatamente esistono rimedi per bonificare il radon, mitigare il rischio e correggere le criticità presenti nella tua abitazione.

Su edifici esistenti le strategie di difesa possono prevedere interventi di isolamento e sigillatura ermetica, posa di intercapedini ventilate, pozzi e sistemi di aspirazione dell’aria carica di radon dal sottosuolo.

Sono interventi che vanno adeguatamente valutati dopo avere appurato la reale entità del problema con l’aiuto di professionisti qualificati.

Tieni conto che possono risultare molto dispendiosi e di complessa attuazione. Ad esempio se vivi in condominio o hai una casa soggetta a vincoli architettonici. Inoltre i risultati non sono sempre certi a priori o di per sé sufficienti a risolvere totalmente il problema.

Che cosa fare allora?

Nella maggior parte dei casi la via più semplice ed efficace per ottenere  un buon miglioramento dell’aria interna è quella di ventilare. Dunque arieggiare buona frequenza le stanze per favorire il ricambio d’aria interna.

Il ricambio dei volumi dell’aria permette l’evacuazione del radon verso l’esterno ed immette aria nuova negli spazi abitati.

Ma come gestire il ricambio dell’aria evitando di aprire e chiudere ripetutamente finestre e senza disperdere il comfort termico?

E’ proprio qui che entra in gioco la ventilazione meccanica controllata.

ventilazione meccanica controllata anti radon

Con le innovative unità di ventilazione puntuali Helty Flow puoi integrare anche nella tua abitazione già esistente un impianto di vmc dedicato alla movimentazione e purificazione dell’aria in ogni stanza. Un impianto performante, efficiente e tecnologicamente avanzato che non ha nulla da invidiare alla classica ventilazione centralizzata inserita già in fase progettuale nelle nuove costruzioni.

In questo modo non solo argini il radon ed altri nemici invisibili – smog, PM2,5, VOC, pollini, spore, muffe –  tutelando il benessere dei tuoi cari. Con la vmc decentralizzata ottimizzi il budget (nessuna canalizzazione invasiva, nessuna demolizione muraria, nessun lavoro di contro-soffitti) e fai vero risparmio energetico (grazie al recupero di temperatura dell’aria espulsa riduci i costi per riscaldare e raffrescare).

 

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