Inquinamento indoor: arieggiare per ridurre l'inquinamento domestico
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Come ridurre l’inquinamento indoor? Prima regola: arieggiare

L'importanza di arieggiare per evacuare i composti tossici che si accumulano all'interno e favorire un maggiore benessere indoor

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Mai come in questi ultimi mesi si è sentito parlare tanto di inquinamento domestico e dei drammatici impatti che ha sul benessere indoor.
Ci sono ancora molte persone che non hanno la più vaga idea di cosa si stia parlando quando si parla di casa malata o di sindrome dell’edificio malato.

Eppure il livello di consapevolezza sul problema è in forte espansione
Cresce la cognizione che gli inquinanti dell’aria indoor sono dannosi – anche per la permanenza molto più lunga in ambienti chiusi rispetto al passato – e che limitare la loro concentrazione e ridurre l’esposizione è sempre vantaggioso per la salute umana.

2 italiani su 3 preoccupati per la qualità dell’aria in casa

La fotografia più a fuoco sulla percezione degli italiani rispetto al tema dell’inquinamento indoor arriva dall’ Osservatorio sugli italiani e la casa di Doxa.
Il 75% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza preoccupato per la salubrità e la sostenibilità ambientale delle propria casa. Tra i principali fattori di insoddisfazione ci sono la qualità dell’aria che si respira fra le mura domestiche, la scarsa ventilazione, la scarsa manutenzione e il cattivo stato degli impianti.

Si fa largo la comprensione che l’inquinamento non è solo quello dell’aria in atmosfera, ne esista una forma più subdola e per questo ancora più pericolosa.
L’aria che si respira in casa, oltre all’inquinamento che le deriva da quella esterna, è soggetta anche agli apporti di inquinanti di natura endogena. Cioè quelli che vengono prodotti all’interno dell’edificio. In base al tipo di costruzione e dei materiali che sono stati impiegati per la sua edificazione, oltre che della sua età e di come viene gestito l’immobile, le quantità complessive di inquinanti possono essere sino a 10-20 volte maggiori negli spazi confinati.

Se non si adottano degli opportuni correttivi, tali quantità possono accumularsi e diventare preoccupanti per la salute di chi risiede o utilizza l’edificio, anche in funzione della sensibilità di ciascun individuo ai vari agenti inquinanti.

I pericoli dell’esposizione prolungata agli inquinanti interni

Se l’esposizione agli inquinanti si protrae per tempi molto lunghi, gli effetti sugli individui possono diventare significativi e raggiungere diversi livelli di intensità e gravità.
Alcune forme di infiammazione dei tessuti possono cronicizzare, si può diventare ipersensibili ad alcune sostanze ed avere conseguentemente le reazioni tipiche di una forte esposizione anche in presenza di minime quantità di inquinanti.

Si possono inoltre sviluppare diverse forme di allergia e di altre patologie similari.

Sono state riscontrate inoltre diverse modalità di alterazione delle funzioni ormonali causate dall’inquinamento e modificazioni della funzionalità del sistema nervoso centrale in soggetti predisposti.

Anche alcune forme di stanchezza cronica, di affaticamento e di depressione possono avere origine da sostanze chimiche presenti negli ambienti dove si vive o si soggiorna per lungo tempo.

 

Come migliorare il benessere indoor: essenziale il ricambio d’aria

Quanto sopra detto ci aiuta a comprendere perchè sia vantaggioso favorire l’eliminazione degli inquinanti impedendo il loro accumulo nelle stanze della casa o degli uffici. Questo risultato si può ottenere in due modi, che possono agire anche contemporaneamente:

• Diluizione degli inquinanti

• Filtrazione e depurazione

La diluizione consiste nell’attivare un adeguato ricambio d’aria, con la funzione appunto di diluire gli inquinanti presenti all’interno, attraverso un flusso d’aria più pulito proveniente dall’esterno.
Questa modalità consente di realizzare un valido effetto di “lavaggio” degli inquinanti, favorendo la loro evacuazione.

A maggiori ricambi d’aria corrispondono maggiori effetti di diluizione degli inquinanti.

Solitamente si attribuisce un valore base di ricambio d’aria dovuto all’edificio in quanto tale, al quale si sommano i ricambi in funzione del numero di occupanti e delle loro attività. Anche un edificio non abitato ha sempre e comunque bisogno di un adeguato numero di ricambi d’aria.

La filtrazione e la depurazione invece, agiscono sugli inquinanti presenti all’interno degli edifici, solitamente per mezzo di apparati a ricircolo, che operano o trattenendoli all’interno di appositi filtri, oppure trasformandoli in altre sostanze non tossiche mediante l’impiego di idonei sistemi di abbattimento.

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