Inquinamento ambienti confinati: quanto ne sai?

Ogni edificio si trova immerso in un ecosistema di cui subisce le vicende. Se un edificio è collocato in un ambiente inquinato, è verosimile ritenere che il livello di inquinamento presente al suo interno sia collegato a quello dell’ambiente circostante.

Praticamente si può affermare che una buona parte degli inquinanti presenti nell’edificio derivano da quelli che si trovano al suo esterno.

Se l’edificio si trova in città, avrà al suo interno gli inquinanti degli ambienti urbani mentre se è situato in campagna ci saranno gli inquinanti tipici degli ambienti rurali e delle zone caratterizzate dalla presenza di vegetazione.

Proviamo a immaginare di mettere una bottiglia o un qualsiasi altro contenitore aperto, all’interno di una vasca d’acqua e ci sarà chiaro che la composizione dell’acqua all’interno del contenitore dovrà essere se non uguale almeno molto simile a quella dell’acqua della vasca. Se nella vasca anziché acqua si trova dell’inchiostro, il nostro contenitore anziché riempirsi d’acqua si riempirà di inchiostro.

Ambienti confinati e inquinamento indoor

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Fin qui è tutto chiaro e logico. Gli edifici però non sono soltanto dei contenitori assimilabili a bottiglie, nel senso che non sono delle scatole vuote che raccolgono e contengono in maniera passiva gli inquinanti esterni.

Oltre a contenere l’aria che è la stessa presente all’esterno, le costruzioni a loro volta emettono inquinanti sia in relazione a come sono stati costruiti che a come vengono utilizzati cioè in conseguenza delle varie attività umane presenti al loro interno.

Si parla in questi casi di “ambiente confinato” per definire quella condizione degli edifici che pur essendo situati in un particolare territorio geografico, si trovano rispetto a questo delimitati dai rispettivi involucri che ne caratterizzano i comportamenti sia dal punto di vista termoigrometrico che da quello della presenza di inquinanti.

 

Umidità, muffe, allergeni e non solo

Gli ambienti confinati sono solitamente più inquinati rispetto all’ambiente circostante, perché agli inquinanti esterni si sommano quelli emessi dall’edificio e quelli generati direttamente e indirettamente dai suoi occupanti.

Per esempio, è noto che elevati valori di umidità all’interno dei locali provocano lo sviluppo di attività biologiche dannose come muffe, formazioni batteriche e acari.

Una gestione inadeguata dell’edificio come il mantenere al suo interno dei valori elevati di umidità per tempi abbastanza lunghi, provoca lo sviluppo di attività biologiche dannose che a loro volta causano allergie, asma, irritazioni e nei casi più gravi infezioni e patologie respiratorie più serie.

Purtroppo si osserva che il carico di inquinanti presenti nei locali confinati, dovuti a cause dirette e indirette, supera anche abbondantemente i valori considerati limite per questa categoria di sostanze. Inoltre, la gestione inadeguata dell’edificio comporta sempre un peggioramento drastico della qualità dell’aria presente al suo interno.

 

Le emissioni prodotte all’interno dell’edificio

Le emissioni di inquinanti relative all’edificio sono solitamente dovute alla cessione di sostanze che sono state impiegate nella fase di costruzione o eventualmente in quelle successive di ristrutturazione. Quando si realizza un edificio o qualsiasi altra opera edile, vengono impiegati numerosi prodotti e materiali che contengono svariate quantità di sostanze inquinanti.

Adesivi,  vernici, solventi, plastiche, ftalati, impurità presenti in malte e cementi, formaldeide sono solo alcuni dei principali agenti inquinanti indoor legati ai materiali usati in edilizia.

A costruzione ultimata molte di queste sostanze, che restano all’interno dei componenti edili, tendono a liberarsi lentamente in ambiente passando dai supporti porosi all’aria e accumulandosi nei locali se la ventilazione non è sufficiente.

I tempi necessari per evacuare completamente le sostanze inquinanti dai materiali edili sono generalmente molto lunghi, nell’ordine di anni o di decenni.

Alcune sostanze inquinanti come ad esempio la formaldeide vengono emesse dai materiali per tempi lunghissimi che sono nell’ordine della vita utile dell’edificio.

In alcune nazioni estere la normativa nazionale sulla salute pubblica, raccomanda che negli edifici nuovi appena ultimati, si incrementino sia la ventilazione degli ambienti che il riscaldamento appunto per favorire il rilascio degli inquinanti e la loro relativa evacuazione.

 

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